Ricordiamo sicuramente tutti noi non più giovanissimi quella famosa pubblicità che recitava “prevenire è meglio che curare”. Ecco, fare pubblicità è come essere un vero e proprio artista, un maestro che a colpi di slogan, suoni, luci e spot fa leva sui timori o sulla vanità delle persone per indurli ad avere un comportamento prevedibile che induce chi ascolta o guarda ad acquistare un determinato prodotto. Ma dopo tutto cos’altro è la prevenzione se non la più sicura forma di medicina? Una domanda che viene fatta spesso dalle future mamma è : “come posso essere sicura di non avere problemi durante la gravidanza?”.
Bene questa è la famosa domanda da un milione di dollari! Nessuno può dirci con assoluta certezza come si svolgerà la nostra gravidanza, non possiamo di fatto sapere come sarà la futura gravidanza nè tanto meno possiamo sapere come sarà il nostro futuro bambino (o bambina). Certo possiamo fantasticare sul colore dei capelli, sul colore degli occhi, possiamo sperare che somigli alla mamma piuttosto che al papà, ma poi di fatto, tutte questi aspetti passeranno in secondo piano se dovessimo immaginare di trovarci di fronte ad una vera malattia.
Tuttavia è vero che non possiamo sapere come sarà il nostro bimbo, ma è anche vero che il nostro comportamento nel periodo “periconcezionale” influenzerà quello che sarà il futuro piccolo! E’ proprio cosi! I nostri comportamenti , le nostre scelte possono influenzare in qualche misura lo stato di salute del nostro bambino. Possiamo dunque mettere in atto una serie di strategie che in qualche misura ci aiuteranno a prevenire problematiche che potrebbero darci filo da torcere quando oramai non ci resterà che correre ai ripari!
Ad esempio è stato visto come l’assunzione quotidiana di acido folico (vitamina B9) da quando la coppia comincia a pensare di avere una gravidanza fino alla fine del terzo mese di gestazione, protegge il bambino da gravi malformazioni congenite come ad esempio i difetti di chiusura del tubo neurale. Mulinsky ed i suoi collaboratori notarono ad esempio, come i più bassi tassi di difetti del tubo neurale si avevano proprio in quelle donne che avevo integrato la loro dieta con acido folico prima della gravidanza e questo già nel 1989.
Questo non fu l’unico studio chiaramente, ce ne furono tanti altri a seguire e questo fino ad arrivare al 1992 quando il governo degli stati uniti sulla base di queste prove raccomandò a tutte le donne in età fertile di assumere 0,4 mg di acido folico al giorno. Allo stesso modo fece poi l’OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2011 la quale raccomandò a tutte le donne che tentavano di rimanere incinte di integrare la loro alimentazione con 0,4 mg di acido folico al giorno.
Tuttavia sappiamo bene che le gioie della gravidanza non sono sempre programmate, delle volte siamo chiamati al ruolo genitoriale prima di quanto immaginiamo, motivo per cui la Greene e Coop suggerirono che la supplementazione di acido folico è da raccomandare da prima del concepimento, piuttosto che dopo la conferma di gravidanza e questo perché la chiusura del tubo neurale può verificarsi prima che molte donne siano a conoscenza della loro attesa.
Care mamma, bisogna fare però delle considerazioni, immagino nel pensiero di tutte voi: “tutto chiaro dottore, ci hai terrorizzato abbastanza, farò una scorpacciata di acido folico e sicuramente dormirò sogni tranquilli”. Attenzione, moderazione e buon senso devo essere sempre il nostro faro guida (oltre ad evitare il fai da te!). Vi racconto qualche altra curiosità sugli effetti che l’acido folico può avere sul nostro futuro piccolo ometto o sulla nostra futura principessa.
Xian Liu ed i suoi collaboratori hanno valutato quello che è successo in 9795 piccoli pazienti affetti da disordine dello spettro autistico e come l'integrazione di acido folico durante l'inizio della gravidanza sia stata associata a un minor rischio di sviluppare la malattia nella futura prole. Gli autori affermano che il consumo di una quantità giornaliera di almeno 0,4 mg di acido folico da fonti alimentari e integratori siano stati associati a un ridotto rischio di disturbi dello spettro autistico nella prole.
Ma come dicevo prima tre sono gli ingredienti fondamentali che ci devono guidare nell’essere genitori ( in questo caso ancora prima di esserlo): attenzione, buon senso ma soprattutto moderazione, esattamente avete letto bene moderazione. I nostri nonni dicevano sempre che il troppo stroppia, ed avevano perfettamente ragione! In una recente ricerca pubblicata nel novembre del 2022 infatti, sono stati analizzati un totale di ben 252.770 partecipanti, 50.248 dei quali erano bambini affetti da asma. Gli autori hanno osservato come Il rischio di asma nei bambini aumentava significativamente quando l'assunzione materna di acido folico raggiungeva i 0,581 mg al giorno. Ovviamente questo non vuol dire che bisogna bandire l’acido folico da ogni dove ed evitarlo come se fosse la peste nera, assolutamente nulla di tutto questo! Questo vuol dire solo assumerne meno di 580 μg (0,58 mg) al giorno per prevenire efficacemente i difetti del tubo neurole alla nascita senza aumentare il rischio di asma infantile, facile no!